Mauro Piredda

Banarese con il cuore in Baronia, ha aperto gli occhi a Sassari 31 anni esatti dopo Bruce Springsteen. Giornalista pubblicista in italiano e in sardu (scrive per Siniscola Notizie, La Nuova Sardegna e contribuisce alla pagina “Limbas 3.0” all’interno di quest’ultimo quotidiano), si è laureato nel 2009 presso l’ateneo turritano in Editoria, comunicazione e giornalismo con una tesi inerente alla percezione sociale degli stranieri (ricerca quanti-qualitativa). Oltre al giornalismo e alla lingua sarda (ha fatto diverse ore di sardo veicolare presso le elementari di Orgosolo durante lo scorso anno scolastico), coltiva la passione per la poesia sin dalla sua prima tesi di laurea intitolata “Non b’at mèdiu, la poesia improvvisata in Sardegna come mezzo di comunicazione di massa”. Poeta performativo, nel 2018 ha conquistato il massimo titolo sardo nel campionato di Poetry Slam. A Siniscola ha curato le letture in sardo durante le iniziative promosse da “Dialoghi con l’autore” (traducendo brani di Pergiorgio Pulixi, Enrico Pandiani, Luca Poldelmengo, Ciro Auriemma e Renato Troffa e altri) e ha dato vita a una serie di spettacoli, sempre in sardo, dedicati a Bertolt Brecht, Jules Verne, Larentu Pusceddu, Jack London, ai poeti sardi estemporanei. È sua la traduzione dell’opera teatrale “Titu Andronicu, sa mudadura” messa in scena dalla Mab Teatro con la regia di Daniele Monachella, pubblicata da Carlo Delfino editore e tratta dall’originaria opera di Shakespeare. Questo è quel che pensa Mauro Piredda in contu de domo: «Domo mea est s’addòviu de sas limbas e de sas genias peri su mundu. Domo mea est sa terra priva de gherras, su mare in ue sa gente non bi morit, sas àeras pintadas dae su venidore a s’impuddile. Domo mea est su ballu de carenas e pensamentos chi carignant galanias e isperos. Domo mea est che a sa cantzone de Woody Guthrie: this land is your land!» (IT: «La mia casa è l’incontro delle lingue e delle genti attraverso il mondo. La mia casa e la terra priva di guerre, il mare dove la gente non muore, i cieli dipinti dal futuro all’alba. La mia casa è la danza dei corpi e delle cogitazioni che carezzano bellezze e speranze. La mia casa è come la canzone di Woody Guthrie: this land is your land!»).